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Espositore per libri su misura: il caso Ilisso Edizioni

Progettare un espositore per libri significa trovare un equilibrio tra capacità espositiva, stabilità, funzionalità e identità del brand. Per Ilisso Edizioni, casa editrice legata alla valorizzazione della cultura e del patrimonio editoriale, Esposit ha sviluppato un espositore girevole personalizzato attraverso un percorso di progettazione articolato in quattro prototipi. Un progetto che racconta il valore del Metodo Esposit: partire dalle esigenze concrete del cliente, verificarle attraverso lo sviluppo tecnico e arrivare a una soluzione progettata per rispondere alle reali condizioni di utilizzo.

Progettare l’esposizione della cultura

Nel nome Ilisso Edizioni c’è un riferimento che richiama il movimento del pensiero, lo scambio culturale e la continuità tra passato e contemporaneo. Il fiume Ilisso, da cui prende il nome la casa editrice, diventa così un simbolo del flusso di idee che attraversa la cultura e la trasforma.

Da questa identità nasce una sfida progettuale precisa: come esporre libri che, oltre a essere prodotti editoriali, sono oggetti culturali con formati, dimensioni e pesi differenti?

La richiesta non riguardava semplicemente la realizzazione di un espositore per libri ma lo sviluppo di una struttura capace di valorizzare i volumi, contenerne un numero adeguato e garantire stabilità durante l’utilizzo. La risposta è stata un espositore girevole a quattro facce, progettato su misura per Ilisso Edizioni e sviluppato attraverso un processo di confronto, verifica e perfezionamento progressivo.

Dal prodotto a catalogo al progetto personalizzato

Il progetto è iniziato a giugno 2024. Il punto di partenza era il modello Avo Max, un espositore girevole a 360° con vano contenitore integrato, individuato inizialmente sul sito Esposit.
L’analisi delle caratteristiche dei libri e dello spazio necessario per esporli ha evidenziato i limiti della configurazione standard. La prima ipotesi prevedeva quindi quattro ripiani a diverse altezze: 30 cm per quelli inferiori e 21 cm per quelli superiori. Anche questa configurazione, tuttavia, non garantiva lo spazio espositivo richiesto.

È stato necessario ripensare il progetto in modo più ampio, superando i vincoli della struttura iniziale e sviluppando una soluzione specifica. Un passaggio che esprime uno dei principi del Metodo Esposit: non adattare forzatamente un prodotto esistente ma valutare come sviluppare la soluzione più adatta all’esigenza.

Quattro prototipi per sviluppare un espositore girevole su misura

Il percorso progettuale ha richiesto quattro fasi di sviluppo, tra configurazioni preliminari, campioni fisici e modifiche strutturali. Ogni passaggio ha permesso di verificare gli aspetti critici e introdurre miglioramenti mirati.

1. Il secondo prototipo: aumentare lo spazio espositivo

La prima evoluzione progettuale prevedeva l’eliminazione del vano contenitore alla base e una nuova distribuzione dei ripiani sulle quattro facce girevoli. La struttura presentava due coppie di lati contrapposti con configurazioni differenti: due facce con sei ripiani alti 20 cm e lunghi 40 cm, e due facce con quattro ripiani alti 30 cm e lunghi 40 cm. La profondità di tutti i ripiani era di 10 cm. Furono inoltre introdotti quattro testalini personalizzabili, anziché uno solo, per ampliare le possibilità di identificazione del marchio. Questa soluzione, pur non essendo mai stata prodotta, ha contribuito a definire la distribuzione dello spazio e le caratteristiche del successivo sviluppo.

2. Il primo campione fisico: più profondità e maggiore stabilità

Con il primo campione fisico, il progetto è entrato nella fase di verifica concreta. L’analisi della configurazione ha evidenziato la necessità di aumentare la profondità dei ripiani e migliorare il contenimento dei libri. La profondità è stata quindi raddoppiata, passando da 10 a 20 cm, mentre nei fianchi sono stati introdotti fori per inserire bacchette di protezione, utili a trattenere i volumi. Anche i dettagli costruttivi sono stati studiati con attenzione. In linea con la filosofia Esposit, la struttura lasciava visibili gli incastri necessari tra i ripiani, nascondendo invece quelli delle schiene, per mantenere un risultato visivamente ordinato. Il campione raggiungeva un’altezza di 172 cm e un peso di 38 kg. Nonostante le dimensioni, la struttura è stata progettata per essere fornita in configurazione flat-pack facilitando il trasporto e il montaggio in loco.

3. Il secondo campione fisico: l’importanza di due gradi

Il secondo campione fisico ha introdotto ulteriori modifiche alla distribuzione dei ripiani e alle dimensioni della base, allungata di 10 cm. Le quattro facce mantenevano due configurazioni differenti: due lati con cinque ripiani, quattro alti 25 cm e uno superiore con testalino alto 30 cm; gli altri due con quattro ripiani alti 30 cm e un testalino superiore alto 40 cm. La modifica più significativa riguardava però l’inclinazione dei ripiani, inizialmente impostata a 2 gradi verso lo schienale. Questa scelta rispondeva a un’esigenza pratica: quando un libro viene prelevato, la leggera inclinazione favorisce lo spostamento degli altri volumi verso il fondo, contribuendo a mantenerli in posizione e a ridurre il rischio che si sbilancino in avanti.

Un dettaglio apparentemente minimo, ma importante per migliorare la funzionalità dell’espositore durante l’utilizzo quotidiano.

4. Il modello finale: 180 cm di altezza e 7 gradi di inclinazione

Sulla base delle verifiche effettuate sul secondo campione fisico, sono state apportate le ultime modifiche strutturali. L’altezza complessiva è stata aumentata di ulteriori 8 cm raggiungendo 180 cm per dare maggiore presenza alla struttura e rispondere alle esigenze del progetto. Anche l’inclinazione dei ripiani è stata ulteriormente modificata: ai 2 gradi iniziali sono stati aggiunti altri 5 gradi, arrivando a un’inclinazione complessiva di 7 gradi verso lo schienale. Questi interventi hanno portato alla configurazione definitiva: un espositore girevole a quattro facce, sviluppato specificamente per Ilisso Edizioni e realizzato in 21 esemplari.

Il risultato integra capacità espositiva, stabilità e attenzione ai dettagli costruttivi mantenendo la logica flat-pack che caratterizza le soluzioni Esposit.

Il valore del dialogo nella progettazione di espositori personalizzati

Il caso Ilisso Edizioni evidenzia un aspetto centrale del lavoro di Esposit: la relazione tra il cliente e chi sviluppa la soluzione. Pesi importanti, formati editoriali differenti e necessità di utilizzo concrete hanno richiesto verifiche e cambiamenti durante il percorso. Il confronto continuo ha permesso di individuare gli aspetti da migliorare e di tradurre le esigenze iniziali in scelte progettuali precise. Il valore del Metodo Esposit sta proprio in questo: mettere in relazione esigenze, progettazione e produzione senza considerare la prima ipotesi come necessariamente definitiva.

Per Saglietti Group ed Esposit, vestire l’esigenza significa partire da ciò che serve davvero, sviluppare la soluzione insieme al cliente e verificarne la funzionalità prima di arrivare al prodotto finale. Il risultato non è semplicemente un espositore personalizzato ma una struttura pensata intorno ai libri, al loro utilizzo e all’identità di chi li pubblica.

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